Chi ha mai detto che le cose debbano sempre andare allo stesso modo?
In effetti nessuno. Anche solo girando su Facebook un paio di minuti possiamo notare come la gente si lamenti del fatto che il mistico pisello volante di cui sospettavano solo l'esistenza, rimbalzando contro un muro ed un pavimento, sia finito in mezzo alle loro chiappe.
Ma...
Era davvero insospettabile che potesse accadere? Vogliamo negare a tutti i costi che gli eventi che ci capitano ogni giorno non siano a loro modo, quale più e quale meno, prevedibili?
C'è chi addirittura ipotizza che le cose capitino perché noi ce le attiriamo addosso: un'interrogazione, un incidente, un tradimento; che capitino solo perché ci concentriamo tanto sul pensiero (sulla paura) che questi arrivino, da esserne causa noi stessi?
Ma se invece un giorno semplicemente nulla accadesse? Che ci fossero tutte le premesse per il crollo dell'Everest, e questo si muovesse di qualche metro per poi semplicemente riassestarsi contro le leggi della fisica, come un bambino annoiato in classe che scivola col sedere sopra la sedia, sprofondando pian piano sotto al banco?
Se fosse per la nostra volontà, che il singhiozzo si fermasse, che il nostro cuore battesse, che l'Everest non si fosse mosso?
Il singhiozzo si può fermare facilmente con un po' di esercizio.
Inizierò a tenere l'ombrello sotto la giacca. Per gratitudine, per sportività: un po' per uno.
E magari riuscirò a causarmi un infarto, o perdonare la vita.
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